CAMMINARE NELLA NATURA TI RENDE PIU’ ATTIVO E CREATIVO

I benefici del “Richiamo della foresta”

BeiguaArge 5269Il titolo non è un invito rivolto agli artisti o alle persone che hanno a che fare quotidianamente con la creatività ma è una conferma arrivata dalla scienza. L’azione del camminare in se stessa è benefica in quanto mette in moto tutto il nostro corpo ma c’è modo e modo di camminare. Se per esempio camminiamo di fretta, perché stiamo perdendo il treno, non è sicuramente benefico in quanto stiamo vivendo una situazione di stress che non porta ad alcun beneficio. Ma allora come dobbiamo camminare per far si che questa pratica quotidiana sia benefica?

Occorre innanzitutto affrontare questa azione il più serenamente possibile; se vogliamo per esempio raggiungere il nostro posto di lavoro in maniera più attiva per fare un po’ più di moto occorre, compatibilmente con i vari impegni, uscire qualche minuto prima di casa e affrontare il viaggio nella maniera più rilassata possibile. Perseverare in queste azioni quotidiane è di sicuro aiuto ma non è sufficiente, perché?

Secondo recentissimi studi condotti da psicologi di varie università è emerso che negli ultimi decenni passiamo l'80% della nostra vita negli ambienti chiusi o nelle grandi città, alcune persone addirittura non vedono un bosco vero da anni perché ormai assorbiti dalla quotidianità del lavoro, dai troppi impegni e dalle distrazioni. Questa condizione di vita al “chiuso” e “sconnessi” dalla natura ci porta ad un livello di stress altissimo stancando notevolmente il nostro corpo e la nostra mente. Lo stress è risaputo essere una delle cause principali di molte malattie.

A dimostrazione di ciò è stato condotto un esperimento con un gruppo di studenti di psicologia dell’università dello Utah in America. Il ricercatore David Staryer ha portato i suoi studenti a fare un trekking di tre giorni nella natura selvaggia misurando i valori delle onde celebrali (EEG) prima, durante e dopo il trekking per rilevarne e studiarne le caratteristiche e le differenze. I dati scientifici sono stati confrontati anche con altri soggetti che vivono e lavorano in città, il risultato è stato sorprendente: le onde emesse dalle persone alla fine del trekking erano di tipo Theta che sono proprie della mente impegnata in attivita' di immaginazione, visualizzazione, ispirazione creativa. Intervistando gli studenti a distanza di qualche giorno dal trekking sono emerse sensazioni simili per tutti che comprendevano un maggior senso di pace, maggiore attenzione, propensione al buon umore ed una maggiore facilità nel risolvere i problemi quotidiani.

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Di fatto non è stato scoperto niente di nuovo, ma in un mondo pieno di incertezze la ricerca scientifica ci da delle conferme su quanto stiamo perdendo, se non lo abbiamo già perso, con il nostro stile di vita moderno e con la continua cementificazione. Riuscire a dedicare qualche momento della giornata tra le piante di un parco pubblico ci aiuta a pigiare il tasto “reset” della nostra mente per ricalibrarla. Ma non solo, praticare sport all’aperto nella natura è rigenerante ed economico rispetto alla palestra o al Tapis Rulant casalingo. Non facciamoci intimidire dal freddo o dalle giornate uggiose, viviamo la natura.

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Praticare escursionismo è una delle attività più complete, sane ed etiche che si possano fare; comporta sforzo fisico senza stress, vita nella natura, conoscenza degli altri esseri viventi del nostro pianeta, respirare aria più pulita, conoscere nuove persone. Tutte queste sensazioni ed emozioni non fanno altro che aumentare l’autostima ed il rispetto verso se stessi e gli altri. Dopo una giornata passata a camminare, abbiamo la carica mentale necessaria per affrontare con più grinta quelle successive. Con molta probabilità le nostre gambe avranno qualche benefico dolore dato dall’acido lattico, ma la nostra mente è libera e sana ed in noi rimane la voglia di tornare in quegli spazi aperti dove tutto è a dimensione naturale.

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